“Sono stato espulso dal Nulla” –  Gianluigi Paragone

“Nulla è per sempre” – Esposito Pasquale

          “Noi non siamo nulla, ciò che cerchiamo è tutto” – Friedrich Holderlin

“Io mi sono fatto dal nulla”Berlusconi Silvio

Mi sono fatto strada dal Nulla ad uno stato di estrema povertà” – Groucho Marx

Nulla mi lega a nulla.” – Pessoa Fernando

“La ragione si perde per nulla”Chitarrella Domenico

   “Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non-violenza sono antiche come le montagne.” –  Ghandi
   ” Se dici sempre la verità non devi ricordare nulla”Mark Twain

“Nulla è stato ed or non è più”Gargiulo Antonio

    ” La verità è in marcia e nulla la fermerà”Emile Zolà

“Bisogna che Tutto cambi affinchè Nulla cambi” – Giuseppe Tomasi di Lampedusa

“Amo parlare del nulla, padre. È la sola cosa di cui so tutto.” Oscar Wilde

” Ed ho detto tutto” – Peppino “Ma che dici con questo Tutto, quando poi non dici mai nulla!”Totò

“Tutto e Nulla: teneteli nel conto ma non dategli credito, sopra Tutto se ve li offrono Gratis”Anonimo Napoletano

“Tanto rumore per Nulla”William Shakespeare

NULLA ACCADE PER NULLA, ANCHE IL CORONA VIRUS HA UN SENSO CON CUI FARE I CONTI.

 

Non abbiate paura di nulla, in fin dei conti nulla è stato ed or non è più. Lasciamolo in pace. Preoccupatevi, e tanto, di Atroja, la madre di Atreju e della sua libidine nello sfruttamento dei minorati.

Il Nulla e l’Origine dell’Universo

di Antonio Gargiulo

Introduzione

Questo sito ha lo scopo di testimoniare, a futura memoria, usi, costumi, arte e letteratura varia. Nel contempo, svolge attività di ricerca e studio degli orrori ideopatici che sostegono tutti i totalitarismi. Nell’urgente necessità di un rinnovato impegno civile, propaganda un sano concetto di sviluppo  eco logicamente sostenibile.
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Se ne va nel nulla

Cari falsi probiviri, cari uomini del Nulla, voi avete paura di me perché io ho quel coraggio che voi non avete più. Contro la meschinità del vostro arbitrio mi appellerò.

Pubblicato da Gianluigi Paragone su Giovedì 2 gennaio 2020

Sono stato espulso dal Nulla!

In un modo così vasto e variegato usare l’ espressione “la stessa cosa” suona ad evidente menzogna. Falso, in tutti i modi e i mondi della realtà sensibile. Chi la usa copre altre cose,  non sa o vuole si sappia quella cosa e tenta di illudere con una formale conoscenza; sì facendo genera una violenta reazione per la delusione. Le parole sono pietre lanciate verso il divenire, quando colpiscono il bersaglio fanno molto male.

Molti scienziati s’illudono  vi sia identità tra quello che loro hanno posto prima e quello che credono vi sia dopo il segno dell’uguale. Ancor prima c’è sempre il primitivo; per non ammetere di non sapere vi alludono con : è la stessa cosa! Dovrebbero sostituire il segno dell’eguaglianza con “più o meno” , come l’onestà di un tentativo di conoscenza impone . Accade che per vana gloria non lo facciano; sperano che giammai venga scoperto l’errore nella causa ma, tempo passa,  gli effetti tradiscono il profondo disagio fra scienza e coscienza.   Vi pare mai possibile che l’ energia sia “la stessa cosa” della Massa per il quadrato della Velocità?  Le parole sono importanti, servano a comprendere, identificare mentre i numeri un poco meno e con le “equivoche azioni” si può anche barare. Qual’è la vana gloria di Einstein?

Immagina che non ci sia nessun paradiso
E’ facile se ci provi
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo cielo
Immagina che tutte le persone vivere per oggi
Immagina che non ci sia alcuna nazione
Non è difficile da fare
Niente per cui uccidere o morire
E anche nessuna religione
Immagina tutte le persone vivere la vita in pace
Diresti che sono un sognatore
ma non sono l’unico
Spero che un giorno ti unisca a noi
E il mondo sarà come uno solo
immagina nessun possesso
Lo desidero se ci provi
Nessun bisogno di golosità o fame
Una fratellanza di uomini
Immagina tutte le persone condividere tutto il mondo
Diresti che sono un sognatore
ma non sono l’unico
Spero che un giorno ti unisca a noi
E il mondo vivrà come una cosa sola

Da Empio di A. Gargiulo

Ai tempi di Gesù, quando ancor Cristo non era, vi erano valori tradizionali in forte crisi, miseria diffusa e crescenti appetiti economici nei parvenù. Le vecchie aristocrazie erano corrotte e al tempo stesso, diffidenti per tutto e tutti; sempre in bilico tra il formale ossequio alla tradizione ebraica e “l’ammiccamento” alla stipula provvida usura fatta con lo straniero contraente. Popolazioni le più varie, con tentativi di fusione e conseguente confusione di linguaggi e credenze. Gruppi ed individui mediamente ansiosi alla ricerca, a volte disperata, dell’ormai trapassata identità. Prova ne sia il sostanziale appiattimento tra i Farisei conservatori ed i Pubblicani possibilisti. In quell’epoca crepuscolare circolavano molti maghi, alcuni di loro erano convinti, in buona fede, di essere il vero Messia e, tanti altri, glielo lasciavano pure credere. In fin dei conti male non facevano e  gli amministratori accoliti trovavano molto conveniente che non fossero tanto attaccati ai beni terreni. Tutto sommato erano compatiti e, talora, anche rispettati come sempre si è fatto con gli alienati mistici.

Joshua di Nazaret non era uno di questi ed all’età del giudizio aveva già avuto la possibilità di sperimentare usi, costumi e concetti tra i più innovativi per l’epoca. Con Lui e per Lui ci troviamo in una fase di storia politica in cui la religione ha già ceduto il passo alla filosofia e questa, stenta ad affermarsi come ideologia, scienza del sociale. Allo intreccio delle conoscenze che venivano dall’Oriente, dalle logge ebraiche e dalla seducente modernità di Roma; potete ben comprendere come un giovane, altrettanto promettente, con simpatie per la  sinistra  pubblicana, possa aver scelto la strada della politica attiva. Gesù non era uno dei tanti re magi e, per sua esplicita ammissione, nemmanco l’atteso Messia: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra: sono venuto a portare non pace, ma spada!” (Matteo -10, 34). Quello che è stato lo dobbiamo riesumare da racconti per sentito dire e trascrizioni postume. La gran parte di questi evangelici “contastorie”, ibridi errabondi tra il pellegrino e il  saltimbanco, non erano assolutamente in grado di comprendere l’indole empia di una “stella nascente” la cui luce, a distanza di millenni, giunge a noi come quella di una Supernova. Ancora oggi, grazie alle accolite amministrazioni, non siamo in grado di decifrarle; non possiamo fare altro che analizzare minimi reperti nullici ed ispessire lo spettro di questi lontanissimi bagliori.  Il resto è solo apologia!

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 Artisti ABBA

Autori Björn Ulvaeus – Benny Andersson
Il vincitore prende tutto
Non voglio parlare
Delle cose che abbiamo passato
Sebbene mi ferisca
Adesso è storia
Ho giocato tutte le mie carte
Ed è quello che hai fatto anche tu
Non c’è più niente da dire
Non c’è più alcun asso da giocare
Il vincitore prende tutto
Il perdente si sente piccolo
Accanto alla vittoria
Questo è il suo destino

Ero tra le tue braccia
Pensando di appartenerti
Credevo avesse un senso
Costruirmi un recinto
Costruirmi una casa
Pensando di essere al sicuro
Ma sono stata una pazza
A giocare rispettando le regole
Gli Dei tirano i dadi
Le loro menti sono fredde come il ghiaccio
E c’è qualcuno qui che
Perde qualcuno a lui molto caro
Il vincitore prende tutto
Il perdente deve cadere
E’ semplice ed è chiaro
Perché dovrei lamentarmi?

Ma dimmi, lei ti bacia
Come ero solita fare io?
Senti la stessa cosa
Quando lei ti chiama per nome?
Da qualche parte nel profondo
Devi sapere che mi mancherai
Ma cosa posso dire
Le regole vanno rispettate

I giudici decideranno
Quelli come me sopportano
Gli spettatori dello spettacolo
Restano in platea a guardare
Il gioco continua
Un amante o un amico
Una cosa grande o una cosa piccola
Il vincitore prende tutto

Non voglio parlarne
Se questo ti rende triste
E capisco che tu
Sia venuto a stringermi la mano
Ti chiedo scusa
Se ti fa stare male

vedermi così tesa
e sfiduciata

Ma vedi…
Il vincitore prende tutto

Ansa – Roma, 25 dicembre 2019. “Mentre qui in terra tutto pare rispondere alla logica del dare per avere, Dio arriva gratis. Il suo amore non è negoziabile: non abbiamo fatto nulla per meritarlo e non potremo mai ricompensarlo”. Nella messa della notte di Natale Papa Francesco, in una Basilica di San Pietro gremita di fedeli, interpreta il mistero della Natività con le parole dell’Apostolo Paolo: “E’ apparsa la grazia di Dio“, così chiamata, spiega, “perché è completamente gratuita“.

CERN di Velia – Dio si dà per nulla e si riceve per nulla. Finalmente Papa Francesco rivela al mondo che Dio è Nulla! Se nulla è Dio, vi hanno dato fischi per fiaschi per migliaia di anni. Per vero, il nulla non ci azzecca nulla con Dio e, meno che mai, con il dare e l’avere. Il sermone papale significa che il pastore divino prende tutto per nulla e mette i lupi aguardia degli agnelli. La logica del mondo richiede grossi sacrifici e gli uomini onesti, devono dare tanto per avere poco o niente. Essi sanno il valore genuino di… nulla.

Autore Jay Livingston e Ray Evans

Traduzione a cura di Ermanno Tassi
Quel Che Sarà, Sarà
Quand’ero solo una bambina
Chiesi a mia madre, cosa sarò
Sarò bella, sarò ricca
Ecco cosa mi disse:
Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà
Non sta a noi vedere nel futuro
Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà
Quando fui giovane, m’innamorai
Chiesi al mio fidanzato cosa ci aspetta più avanti
Saremo felici, giorno dopo giorno?
Ecco cosa mi disse il mio fidanzato
Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà
Non sta a noi vedere nel futuro
Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà
Ora ho dei figli miei
Chiedono alla loro madre, cosa sarò
Sarò bella, sarò ricco?
Io dico loro con tenerezza
Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà
Non sta a noi vedere nel futuro
Quel che sarà, sarà
Quel che sarà, sarà

Eduardo De Filippo

NATALE IN CASA CUPIELLO : atto secondo

 Le allusioni e delusioni nulliche.
 
di Edoardo Bennato

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’isola che non c’è.

Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po’ preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è
E a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!…
Son d’accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c’è mai la guerra
forse è proprio l’isola
che non c’è. che non c’è
E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te
Son d’accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati

Due notizie: una buona ed una cattiva.

L’universo non finirà mai perchè l’evoluzione continua.

L’umana specie corre dei rischi se tarda a cambiare. E cambieremo, Oh se cambieremo!!

Lee Marvin – Wond’rin star

Testo di Alan Jay Lerner

Musica di Frederick Loewe

By Paramount Picture